Una foto vale mille parole?
Che cosa è una foto, è per caso una riproduzione della realtà, un fermo immagine in un film che viviamo o che altri vivono od è solo il pensiero di chi fotografa che scattando in un dato momento od in un dato posto piuttosto che un altro modifica la realtà a suo piacere per esprimere il suo pensiero?
Non è domanda da poco perché riguarda la fiducia su quello che crediamo sia vero, poche cose sono rimaste nell’immaginario collettivo più di quella bambina nuda in Vietnam bruciata dal napam, ma sappiamo bene che le contraffazioni sono sempre esistite (non solo ora nell’epoca del digitale) allora perché crediamo? Perché non potrebbe essere una immagine creata da un fotografo che per catturare la drammaticità di quei giorni fece correre dei bambini creando artificialmente la sensazione di pericolo.
Io credo che in realtà non rivesta importanza la veridicità di una foto ma solo la plausibilità nel suo contesto. La foto è come la maglietta con la cintura di sicurezza dipinta, una bufala che ha fatto notizia perché si dice che la usassero i napoletani, se fosse girata voce che la usavano i bergamaschi non ci avrebbe creduto nessuno.

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