Bush, un uomo solo, un uomo prigioniero delle proprie azioni

Ultimamente sono interessato più al minimalismo etico, maggiormente alla scoperta delle piccole disgrazie dell’individuo rispetto ai grandi drammi dei popoli. Naturalmente vi è una grande differenza tra un cataclisma, una guerra e la piccola tragedia familiare ma quasi mai i grandi eventi risultano ai nostri occhi importanti quanto ciò che ci sta vicino, vicino per distanza geografica o vicino al cuore, così nell’immensità di dolore, orrore, tortura, negazione dei diritti umani e morte perpetrata indistintamente dall’attuale presidente degli Stati Uniti (per favore non chiamatela America) verso milioni di innocenti e colpevoli voglio ragionare su un argomento diverso sulla sua solitudine.
L’odio che a ragione o torto si riversa sull’uomo Bush ha reso necessario per visitare Roma barricare la città, transennare le vie, impedire qualsiasi contatto umano con la gente comune. Una persona qualsiasi ha la libertà di scendere in strada e passeggiare tra la folla, l’odiato uomo Bush no, lui non può e non potrà mai vivere una vita da uomo libero, sarà sempre prigioniero dell’odio, del suo o di quello degli altri nei suoi confronti.
L’essere odiati non è prerogativa di tutti i presidenti degli Stati Uniti, tant’è che non molto tempo fa Clinton prendeva un gelato in via Veneto senza eccessiva vigilanza ed anche J.F.K. fu accolto con rispetto al suo arrivo a Roma.
Io non scambierei mai la mia vita con la sua ma voi cosa preferireste?
Vivere da potenti, nel lusso, in grandi ville con piscina, senza problemi economici per tutta la vita, ma sempre controllati, sempre sotto scorta o una normale vita con i suoi alti e bassi e liberi di scegliere come, dove e con chi condividere la propria esistenza ed i propri interessi?
Il padrone del mondo è, a mio giudizio, un uomo che si è privato della libertà, un condannato all’ergastolo che nuota nell’oro (o più precisamente nel petrolio), spero per lui (ma molto di più per noi) che trovi presto la via della pace e della saggezza.
articolo e fotografie
Mario Carbone


1 Comments:
Quasi del tutto, forse proprio del tutto, daccordo con le tue considerazioni. Lui (Bush), pero' sollecita prevalentemente il timore per la ricaduta globale delle sue decisioni, piu' che la compassione per la sua solitudine. Se non reagiamo, siamo piu' soli noi tutti - i seimiliardi etc di terrestri di fronte ai pericoli bushiani - che lui stesso, cui alla fine bastera' la comprensione della Laura e l'assenso dei suoi lacche'.
Posta un commento
<< Home