la vita è mia e me la tengo

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martedì, giugno 12, 2007

Bush, un uomo solo, un uomo prigioniero delle proprie azioni




Ultimamente sono interessato più al minimalismo etico, maggiormente alla scoperta delle piccole disgrazie dell’individuo rispetto ai grandi drammi dei popoli. Naturalmente vi è una grande differenza tra un cataclisma, una guerra e la piccola tragedia familiare ma quasi mai i grandi eventi risultano ai nostri occhi importanti quanto ciò che ci sta vicino, vicino per distanza geografica o vicino al cuore, così nell’immensità di dolore, orrore, tortura, negazione dei diritti umani e morte perpetrata indistintamente dall’attuale presidente degli Stati Uniti (per favore non chiamatela America) verso milioni di innocenti e colpevoli voglio ragionare su un argomento diverso sulla sua solitudine.


L’odio che a ragione o torto si riversa sull’uomo Bush ha reso necessario per visitare Roma barricare la città, transennare le vie, impedire qualsiasi contatto umano con la gente comune. Una persona qualsiasi ha la libertà di scendere in strada e passeggiare tra la folla, l’odiato uomo Bush no, lui non può e non potrà mai vivere una vita da uomo libero, sarà sempre prigioniero dell’odio, del suo o di quello degli altri nei suoi confronti.

L’essere odiati non è prerogativa di tutti i presidenti degli Stati Uniti, tant’è che non molto tempo fa Clinton prendeva un gelato in via Veneto senza eccessiva vigilanza ed anche J.F.K. fu accolto con rispetto al suo arrivo a Roma.

Io non scambierei mai la mia vita con la sua ma voi cosa preferireste? Vivere da potenti, nel lusso, in grandi ville con piscina, senza problemi economici per tutta la vita, ma sempre controllati, sempre sotto scorta o una normale vita con i suoi alti e bassi e liberi di scegliere come, dove e con chi condividere la propria esistenza ed i propri interessi?

Il padrone del mondo è, a mio giudizio, un uomo che si è privato della libertà, un condannato all’ergastolo che nuota nell’oro (o più precisamente nel petrolio), spero per lui (ma molto di più per noi) che trovi presto la via della pace e della saggezza.


articolo e fotografie

Mario Carbone

venerdì, ottobre 06, 2006

Una foto vale mille parole?

Che cosa è una foto, è per caso una riproduzione della realtà, un fermo immagine in un film che viviamo o che altri vivono od è solo il pensiero di chi fotografa che scattando in un dato momento od in un dato posto piuttosto che un altro modifica la realtà a suo piacere per esprimere il suo pensiero?

Non è domanda da poco perché riguarda la fiducia su quello che crediamo sia vero, poche cose sono rimaste nell’immaginario collettivo più di quella bambina nuda in Vietnam bruciata dal napam, ma sappiamo bene che le contraffazioni sono sempre esistite (non solo ora nell’epoca del digitale) allora perché crediamo? Perché non potrebbe essere una immagine creata da un fotografo che per catturare la drammaticità di quei giorni fece correre dei bambini creando artificialmente la sensazione di pericolo.

Io credo che in realtà non rivesta importanza la veridicità di una foto ma solo la plausibilità nel suo contesto. La foto è come la maglietta con la cintura di sicurezza dipinta, una bufala che ha fatto notizia perché si dice che la usassero i napoletani, se fosse girata voce che la usavano i bergamaschi non ci avrebbe creduto nessuno.

martedì, agosto 01, 2006

Israele ha diritto di difendersi ma siamo sicuri che si stia difendendo?


E' impossibile non dedicare un pensiero a coloro che stanno soffrendo oggi la guerra, tutte le guerre, ma certamente la più mediatica in questo momento è quella Libanese, questa è la guerra che accompagna le nostre cene davanti alla televisione, quelli sono i bambini trucidati che ci fanno tanto orrore ma che non ci tolgono l'appetito perchè tanto sono gli "altri", sono lontani dalle nostre orecchie gli echi mortiferi delle bombe e le luci accecanti dei razzi che cadono sulle case. Sappiamo bene che tutto è un occasione in questo pazzo, maledetto, mondo consumistico, una occasione sono state le migliaia di morti dell' 11 Settembre per chi aveva azioni nelle compagnie che trattavano oro ed una occasione è una qualunque guerra per un legale venditore di morte. Tra tutte queste occasioni portate dalla morte e dalla distruzione di persone innocenti dovremmo fare in modo di inserirci l'occasione di dire basta. E' terribile ma questa guerra è una occasione per l'Europa di compattarsi, di prendere in mano le redini del nostro destino creando una forza comune capace di operare con o senza il governo statunitense di turno, di riuscire a dimostrarsi forti e porre delle basi solide di cooperazione duratura all'interno del vecchio continente. Non credo nella malvagità dei popoli ma dei loro governi, non il popolo statunitense ma il governo Bush è malvagio, non il popolo italiano ma l'ex governo Berlusconi è composto da molte persone malvagie, non gli istraeliani ma il governo Olmert sono malefici assassini. Non è vero che un popolo sia sempre rappresentato dal suo governo solo perchè è stato eletto democraticamente, la maggioranza di chi vota lo fa pensando che questo o quel governo di turno migliorerà il suo status, pochissimi pensano alla politica internazionale quando votano.
Alla fine tutto sembra normale, un bambino dilaniato, un ragazzo trucidato, un uomo giusto sepolto sotto le macerie della sua stessa casa, stasera andremo a letto, chiuderemo la luce e penseremo che domani dobbiamo andare in banca a pagare le tasse, governo ladro!

Mario Carbone

giovedì, luglio 13, 2006

Come IBM aiutò Hitler


Forse pochi sanno che i sistemi per etichettare i prigionieri nei campi di sterminio tedeschi erano di proprietà di IBM.
IBM scelse di mettere i soldi al di sopra della dignità umana ma non contenta di quello che aveva fatto disse che in realtà non sapevano dell'esistena dei campi di concentramento e che tutto era stato gestito dalla filiale tedesca, BUGIA tremenda bugia, il contratto era stato firmato con la sede di New York e la IBM inviava regolarmente tecnici per la manutenzione nei campi di sterminio ed addirittura il presidente di IBM Thomas J. Watson è stato insignito della medaglia "per sevire il Reich" (nella foto il presidente dell'IBM con Hitler).

gli altri sull'argomento:

http://www.ibmandtheholocaust.com
http://www.thecorporation.com/
http://www.wsws.org/articles/2001/jun2001/ibm-j27.shtml

venerdì, luglio 07, 2006

Strage di Haditha una vergogna per la democrazia


La democrazia è un elemento necessario ma non sufficente per dimostrare che un paese ha compiuto i passi necessari per dirsi progredito, in nessuna maniera è possibile non uccidere se si dichiara guerra, ma insabbiare una strage di civili inermi perpetrata per pura vendetta è una azione ignobile e va perseguita senza remore.

Quando un paese grande e potente e di comprovata tradizione democratica come gli Stati Uniti d'America si erge a paladino della giustizia nel mondo è suo dovere compiere atti all'interno di quella legalità internazionale che egli stesso dichiara di esportare.

Oggi il mio cuore piange per le vittime, bambini, donne e uomini trucidati dai soldati statunitensi a Haditha, ma non posso dimenticare che le colpe vere, quelle terribili, non sono di quel gruppucolo di assassini che non ha avuto alcun rispetto della vita umana, sono soprattutto di quei generali che hanno insabbiato per mesi quello scempio.

In fondo ognuno di noi è complice di questi delitti per non condannarli con la dovuta forza, con il necessario urlo di dolore per la perdita della dignità umana che dimostriamo ogni volta che vediamo il male e giriamo la testa dall'altra parte.


Mario Carbone

come commetano la notizia gli altri:
il Times
Wikipedia
PeaceReporter

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